Del libro “Il Cammino dell’Uomo” (1990) di Martin Buber ho apprezzato soprattutto gli insegnamenti umani preferendoli a quelli puramente teologici. Un testo breve ma significativo, profondo, educativo, costruito ripercorrendo le parole di alcuni saggi e i racconti metaforici (o parabole) appartenenti alla ricca cultura ebraica. Ne riporto qui di seguito qualche passo:
Ci sono tre principi nell’essere e nella vita dell’ uomo: il principio di pensiero, il principio della parola ed il principio di azione. Ogni conflitto tra me e i miei simili deriva dal fatto che non dico quello che penso, e non faccio quello che dico. [..]
Nel mondo futuro non mi si chiederà: “Perché non sei stato Mosè?”, bensì: “Perché non sei stato te stesso?” [..] Ognuno ha la sua via e, sceltala, deve perseguirla con risolutezza, abbandonando la concezione dell’esistenza come accumulo di esperienze diverse: la decisione deve essere forte e risolutiva, senza tributi pagati al mito delle diverse esperienze che produce solo dilettantismo.
Con ogni uomo viene al mondo qualcosa di nuovo che non è mai esistito, qualcosa di primo e unico. [..]
Per sfuggire alla responsabilità della vita che si è vissuta, l’esistenza viene trasformata in un congegno di nascondimento.
Martin Buber in “Il Cammino dell’Uomo”
Grazie Claudio per avermelo girato..
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